LUCAPIOVACCARI OFFICIAL WEB-SITE


Vai ai contenuti

Franca Marri

Texts

Franca Marri

Ricognizioni sul paesaggio (volti e spazi)

Immagini fluide, sfuggenti, trasparenti, eppure ineludibilmente presenti. Tracce di realtà diverse, paesaggi e volti espressi attraverso un'attenta composizione di chiari e scuri, pieni e vuoti, linee e sguardi, giungono ad affermare la loro presenza rimandando immediatamente e contemporaneamente a qualcosa di ulteriore: ad altri luoghi, differenti identità.
I lavori più recenti di Luca Piovaccari colpiscono e attraggono l'occhio di chi guarda per la loro apparente transitorietà, per la loro ipotetica fragilità, per il loro apparire come in prossimità di un mutamento o di un loro dissolversi. Ciò contribuisce a non far distaccare lo sguardo, per cercare in quei mutevoli paesaggi, in quelle fuggevoli espressioni, un appiglio di esistenza, un indizio di verità, che vada oltre questo senso di provvisorietà.
L'impressione di una griglia, l'idea di un filtro, di un 'diaframma' che si frappone tra noi e la visione, esattamente come le dimensioni, i supporti e i materiali diversi utilizzati dall'artista per le sue realizzazioni fotografiche, pittoriche, ambientali, cambiano il nostro guardare quasi ad avvertirci che la verità non sta nell'evidenza, in ciò che sta davanti ai nostri occhi, ma nel senso di appartenenza che ciascuno di noi può a provare di fronte ad una possibile realtà. Quelle tracce, quelle immagini di volti e luoghi, di persone e spazi vengono dunque a formare una serie di indizi utili ad un'indagine cognitiva o 'ricognitiva', dove il conoscere e il riconoscere si fondono in un unico atto di presa di coscienza di sé e di tutto ciò che è altro da sè, dove la visione si lega alla memoria, e l'immaginario dell'artista al vissuto di chi guarda.
Un paesaggio fotografato non è allora tanto la riproduzione di un luogo esistente quanto il riflesso di uno stato d'animo provato, un'esperienza; allo stesso modo di un ritratto. Il paesaggio fotografato diviene il territorio per un confronto, un luogo su cui interrogarsi, con cui dialogare; un volto un sentimento in cui rispecchiarsi, un luogo dove incrociare gli sguardi.
E nella leggerezza del loro apparire, nella fragilità del loro manifestarsi, le immagini di Piovaccari trovano tutta la loro intima dimensione poetica: nell'illusione di una lontananza, nella desolazione di luoghi 'marginali', in un sorriso appena accennato o in un'architettura disegnata con un filo.


Presentazione per la personale al Museo Civico del Territorio, di Cormons (Go). 8/8/2007.





Torna ai contenuti | Torna al menu