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Riccardo Belloni

Texts

Riccardo Belloni
Tra il sogno e la quotidianità.


Le nuove tecnologie, e il loro universo di immagini più o meno manipolate, stanno cambiando in profondità il nostro mondo, il nostro rapporto con gli oggetti quotidiani, i nostri rapporti reciproci. In questo contesto, l'opera di Luca Piovaccari propone una inconsueta chiave di accesso alla realtà che ci circonda, reinventandola e situandola in una sorta di affascinante e ad un tempo inquietante 'terra di nessuno' tra il sogno e la quotidianità. A tale proposito sono interessanti certi esercizi di poetica, dove il pittore (che ha lo studio a Martorano, presso Cesena dove è nato nel 1965) colloca un foglio, di stampa o dipinto, dentro una situazione urbana o naturale, con lo scopo di verificarne le possibili suture con l'ambiente quotidiano. Soppresse le consuete rubriche tecniche e culturali del contorno, questi 'corpi estranei' si inseriscono tra le cose comuni, dando luogo ad uno scambio di rimandi teatrali con il fondale. Se è certo, per altro, che diverse intenzionalità concorrono a sostanziare questa operazione, è anche vero che vi agisce produttivamente una volontà di organizzazione ambigua orientata verso la contaminazione e la sorpresa. Questi lavori richiamano, specularmente, quelli in cui di fronte a stranianti fotografie di paesaggi, che sembrano situati in qualche altrove, viene collocato un elemento 'reale', per esempio un arbusto o un'erba infestante; anche qui l'elemento naturale e quello artificiale si compenetrano vicendevolmente, assumendo nuove valenze estetiche, in una specie di simbiosi percettiva, che sinergizza le potenzialità simboliche delle immagini.
Per quel che concerne le opere di elaborazione fotografica, si può dire che costituiscono uno strumento privilegiato per la ricerca di Luca Piovaccari sull'imprevedibile, il desueto, il non visto, o, meglio, "l'inconscio" del reale quotidiano che ci circonda. La matrice su cui sono realizzati i soggetti (edifici, paesaggi, volti …), per lo più in bianco e nero, è l'acetato, i cui trasparenti ritagli assumono quasi l'aspetto delle lastre radiologiche: non a caso, questi lavori si possono anche interpretare come 'radiografie' della realtà, una realtà presa "di spalle", direbbe Franco Vaccari, ovvero inseguita, anzi sorpresa, per un'insolita strada. Tali composizioni, di grande purezza ed essenzialità formale, isolate o in sequenza, sembrano quasi prive di materia, e mettono a fuoco un discorso critico dove il freddo e anonimo rigore descrittivo acquista paradossalmente connotazioni di ordine metafisico. In molti casi le opere in questione sono come attraversate, verticalmente, da sequenze parallele di strisce lunghe e strette fatte con lo stesso materiale (acetato), sorta di giustapposizioni o sovrapposizioni che reduplicano i tratti figurali sottostanti, e libere di oscillare, il che produce una specie di 'flottanza' di figure o lacerti di immagine, che crea un effetto di ambivalenza, accentuando l'intensità della funzione percettiva. La 'lastra' diventa così agitata, increspata, fluttuante nel possibile, come la superficie dell'oceano, che nasconde suggestive profondità: si lascia al fruitore il compito di riflettere ed eventualmente fantasticare sulle costanti e variabili formali raccolte in queste sovrastrutturali "aree di coincidenza", che possono anche sembrare i simulacri di una gestualità bloccata e quasi azzerata attraverso un rituale operativo di singolare rigore etico. L'"esprit de géometrie" che caratterizza il modo di operare di Luca Piovaccari è particolarmente evidente in certe installazioni, dove ricalca linearmente, usando delle cordicelle, la struttura di taluni palazzi, appositamente proiettati sul muro, i quali, così scheletricamente raffigurati, sembrano quasi 'studi di anatomia' dell'immagine architettonica. Anche in questo caso, la presenza dei succitati arbusti spiazzanti, allarga il campo del significato, anche con allusioni al conflitto tra lo spazio verde e quello urbanizzato. Operazioni, queste, che come quelle descritte e altre ancora, hanno portato il pittore molto lontano nonostante la giovane età, verso cospicui riconoscimenti nazionali e internazionali, a sottolineare la validità del suo singolare oltreché tenace lavoro di esplorazione del mondo attuale, e di apertura verso il futuro.

Articolo del Corriere di Romagna, giovedì 25 agosto 2005.


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